Passa ai contenuti principali

Salvini, ovvero il "filorusso" più "atlantista" del mondo.


La vicenda dei “rubli di Salvini” sta diventando ridicola, trattandosi chiaramente di una manovra ricattatoria che serve in via  preventiva per far addivenire il Capitano in versione “capitone” a più miti consigli su tante questioni che stanno a cuore ai padroni del vapore. La vicenda, da qualunque punto di vista la si guardi, non regge. I nuovi protagonisti di questa macchiettistica “Santa Inquisizione”, con i russi che occupano il posto che nel Medioevo fu delle “streghe”, non hanno il senso del ridicolo né della misura. Se ne avessero, infatti, dovrebbero preliminarmente spiegare perché mai gli uomini di Putin morirebbero dalla voglia di foraggiare un partito come quello di Salvini che fa di continuo il “controcanto” al Cremlino. Qualche esempio? Eccovi serviti. Putin riconosce Maduro quale legittimo presidente del Venezuela, Salvini si schiera invece con i neocon americani e sponsorizza il fantoccio GuaidòPutin apre alla Via della Seta lanciata dai cinesi, Salvini frena; Putin difende le ragioni dell’Iran mentre Salvini tratta la Persia alla stregua di uno “stato canaglia”; i Paesi di “Visegrad” odiano la Russia ma Salvini, tanto per cambiare, spalleggia Orban e soci. Dulcis in fundo, giusto per non sembrare troppo “accomodante”, Salvini in compagnia del restante gregge europeoha da poco avallato l’ennesimo insensato rinnovo delle sanzioni economiche applicate proprio in danno dell’ “amico” Putin. Ora, non so voi, ma se io fossi il Presidente di tutte le Russie un “amico” come Matteo Salvini non ce lo vorrei proprio. Ma i segugi di Repubblica e l’Espresso non sembrano sfiorati da nessun socratico dubbio, per loro gli oligarchi russi inondano nascostamente di monete e petrolio il “truce leghista”, forse vittime ingenue di una probabile sindrome autolesionista che li spinge ad arricchire proprio il partito più “atlantista” della storia italiana degli ultimi trent’anni. Ma, dicono quelli che si sentono furbi, Salvini vuole “rompere l’euro”, sostenendo in tal modo più meno consapevolmente proprio i piani di quel “perfido” Putin che non vedrebbe l’ora di alzare una nuova cortina di ferro sulle macerie della moneta unica. Gli “scienziati” che dicono simili corbellerie dovrebbero sapere che se l’Unione Europea è un progetto fallito la colpa è delle miopi e ciniche classi dirigenti francesi e tedesche, non certo dei “russi”. Non è stato Putin a ridurre la Grecia in una condizione pietosa, né a spremere fino all’inverosimile tutti i popoli d’Europa in ossequio al mito dell’austerità a tutti i costi. Se poi volessimo dirla tutta, dovremmo al contrario notare che è molto strana la piroetta che sia Salvini che Di Maio hanno impresso recentemente ai rispettivi partiti per accantonare la sacrosanta, doverosa e legittima battaglia per l’uscita dall’euro, prima entusiasticamente e convintamente abbracciata. Chi o “cosa” ha convinto i “gialloverdi” a riscoprirsi improvvisamente “europeisti” nonostante i continui schiaffi ricevuti- oggi come ieri- dagli uomini di Bruxelles e Francoforte? Questo sarebbe un quesito logico che i giornalisti liberi di un Paese libero dovrebbero approfondire con scrupolo, senza perdere tempo ad inseguire i “puffi”, “birba” e “Gargamella”. Non so se i “gialloverdi” siano ricattati da qualcuno, ma se lo sono di sicuro i ricattatori non vengono dal Cremlino. Intanto, mentre la squadra di De Benedetti continua a braccare “Masha e Orso”, il governo del “cambiamento” non sta cambiando una “beata minchia” come direbbe il buon Cetto La Qualunque. Il ministro dell’Economia Tria si appresta a varare l’ennesima finanziaria in “avanzo primario” mentre il premier Conte passa le sue giornate a “rassicurare l’Europa” per la gioia di Mattarella e di tutto il circo mediatico addestrato. Ma questi argomenti il “mainstream” prudentemente non li affronta. Meglio tacere, non si sa mai i russi ci ascoltino…
Francesco Maria Toscano
11/07/2019


Post popolari in questo blog

MARIO DRAGHI E’ IL PRINCIPALE NEMICO DELL’ITALIA E DEGLI ITALIANI

Il dibattito sulla necessità di rispettare le regole europee assume in Italia profili surreali e parossistici. Tanti personaggi da circo che affollano i principali talk show televisivi e scrivono sui nostri “grandi giornali”- più che incompetenti- sembrano di fatto “posseduti” da entità malvagie che  li costringono a portare il cervello all’ammasso e a ripetere all’infinito filastrocche senza senso già smentite dalla realtà fattuale. Tutti gli “italici cottarelli” in pericolosa libera uscita notturna avvertono che fare politiche in deficit significa aumentare lo “stock del debito”. Quindi, usando la logica, l’uomo medio- quello che non ha fatto cioè grandi studi macroeconomici- dovrebbe intuire che le regole europee servono per impedire che gli Stati si indebitino eccessivamente. Poi però succede che nel mondo reale  esistano anche quelli che- non credendo alle favole-  provano a controllare personalmente le traiettorie dei diversi debiti pubblici di tutti i Paesi dell’a…

La Quarta Teoria Politica. Il soggetto storico e il nemico ontologico.

I tempi tristi che viviamo evidenziano la presenza di una crisi non “congiunturale” ma “di sistema”, di una crisi cioè che mette in discussione per inerzia le fondamenta del sistema dominante, obbligando conseguentemente i pensatori meno conformisti ad immaginare “vie di fuga” che permettano in prospettiva di aprire i “tempi nuovi”. Uno dei filosofi contemporanei che in maniera sistematica e lucida sta indicando una strada per uscire dall’impasse è certamente Aleksandr Dugin, pensatore di prestigio internazionale che ha elaborato la famosa “Quarta Teoria Politica”. La Quarta Teoria Politica è una mirabile costruzione dottrinaria che, sulla base di una lettura non convenzionale dei principali processi storici passati e recenti, offre gli strumenti ermeneutici indispensabili per cogliere la vera natura totalitaria del liberalismo odierno, uscito indiscusso vincitore dalle guerre culturali novecentesche combattute contro la seconda teoria politica- ovvero il comunismo- e la terza teoria …

IL PRIMO CONGRESSO DEL RISORGIMENTO MERIDIONALE PER L’ITALIA E’ IMMINENTE. PREPARARSI IN VISTA DELLE PROSSIME ELEZIONI REGIONALI CALABRESI

Cari amici, nei prossimi giorni comunicheremo la data del nostro pre-congresso che dovrebbe tenersi non oltre il mese di luglio. Questo primo incontro serve per fare il punto della situazione, indicare strategie per il rafforzamento del nostro Movimento sull’intero territorio nazionale e prepararsi in vista delle nuove sfide politiche e culturali che ci attendono. Tutti quelli che decideranno di tesserarsi entro quella data seguendo le indicazioni contenute nel nostro sito ufficiale (www.risorgimentomeridionale.it) diventeranno fin da subito protagonisti di una iniziativa destinata a lasciare il segno. Come avevamo più volte ripetuto in precedenza, la candidatura di Diego Fusaro a sindaco di Gioia Tauro rappresentava soltanto il punto di partenza di un progetto che parla all’Italia intera e persegue obiettivi diversi ma precisi, alcuni dei quali verranno giocoforza realizzati nel medio e nel lungo periodo. Nel breve, invece, anticipo fin da ora che il Risorgimento Meridionale per l’It…