Passa ai contenuti principali

La globalizzazione va rinnegata proprio nella misura in cui non può essere riformata


In Italia di Unione Europea si parla sempre in termini semplificati e mistificatori. Il mainstream propone di continuo una realtà inesistente, presentando la Ue come un baluardo di civiltà chiamato a resistere contro l’avanzata di forze irrazionali e primigenie, genericamente definite “populiste” e “sovraniste”. Rilanciare Il “sogno” europeo- sempre secondo i soloni che dominano il dibattito pubblico- sarebbe essenziale per contare in un mondo oramai ineluttabilmente globalizzato, un mondo che non può più contemplare l’anacronistica presenza sulla scena di singoli stati nazionali divenuti oramai antistorici e patetici. L’equilibrio di Vestfalia, raggiunto all’indomani della fine della guerra dei trent’anni (1648), andrebbe quindi archiviato per sempre al fine di non ostacolare l’inarrestabile trionfo della “mondializzazione”, traguardo escatologico in grado di liberare per sempre una umanità finalmente libera e redenta. Questa chiave di lettura, interiorizzata in profondità da tutti i cosiddetti “europeisti”, è semplicemente delirante. La globalizzazione- con buona pace dei tanti visionari in libera uscita- è in realtà un progetto già fallito, rigettato dalle fondamenta dalla maggior parte dei popoli, pronti a rifugiarsi nella riscoperta delle radici e della tradizione pur di sfuggire all’abbraccio mortifero e ipocrita di uno spietato manipolo di usurai e banchieri d’affari che ammantano di pelosa idealità la loro sfrenata avidità. La libera circolazione di capitali, merci e persone (in quest’ordine di importanza) quale unica necessità da perseguire e tutelare da una classe politica cosmopolita divenuta serva di poteri finanziari e antidemocratici è il core business autentico di una progettualità che deve essere rinnegata proprio nella misura in cui non può essere riformata. Esistono purtuttavia tante persone in buona fede, specie nell’area della “sinistra classica”, che si definiscono “altermondialisti”, che riconoscono cioè la natura delinquenziale e infame della globalizzazione in atto, vissuta però alla stregua di un “male necessario”, di una dolorosa parentesi da sopportare nell’attesa che si compia la “rivoluzione mondiale” del proletariato finalmente interconnesso e consapevole. Questa tesi- presentata da intellettuali come Toni Negri nel libro “Impero”- rievoca e rielabora chiaramente il “millenarismo marxista”. Il filosofo di Treviri infatti, pur essendo un nemico del sistema capitalistico,  riteneva si trattasse in ogni caso di un fenomeno utile perché espressione di uno scatto evolutivo economico e sociale che avrebbe infine aperto la strada al comunismo. Marx pensava che il comunismo sarebbe attecchito nei paesi industrialmente più avanzati, mentre i fatti si sono presi la briga di smentirlo con la rivoluzione avvenuta proprio in Russia, Paese arretrato e contadino divenuto- contro ogni pronostico- patria e avanguardia del “socialismo scientifico”. Bisogna invece realisticamente riconoscere come la globalizzazione rappresenti ontologicamente il terreno prediletto dove “l’Uomo di Davos”, archetipo dello schiavista apolide contemporaneo, avrà sempre la meglio. Un mondo senza confini è un mondo senza politica; e un mondo senza politica è un mondo dominato necessariamente dalla forza bruta e arida del denaro che, sempre per dirla con Marx, “tutto annega nelle acque gelide del mero interesse materiale”. Riscoprire la dignità dell’Interesse Nazionale è perciò un primo passo, forse non esaustivo ma comunque indispensabile, nella giusta direzione che dobbiamo e vogliamo intraprendere.

Francesco Maria Toscano
1/07/2019


Post popolari in questo blog

MARIO DRAGHI E’ IL PRINCIPALE NEMICO DELL’ITALIA E DEGLI ITALIANI

Il dibattito sulla necessità di rispettare le regole europee assume in Italia profili surreali e parossistici. Tanti personaggi da circo che affollano i principali talk show televisivi e scrivono sui nostri “grandi giornali”- più che incompetenti- sembrano di fatto “posseduti” da entità malvagie che  li costringono a portare il cervello all’ammasso e a ripetere all’infinito filastrocche senza senso già smentite dalla realtà fattuale. Tutti gli “italici cottarelli” in pericolosa libera uscita notturna avvertono che fare politiche in deficit significa aumentare lo “stock del debito”. Quindi, usando la logica, l’uomo medio- quello che non ha fatto cioè grandi studi macroeconomici- dovrebbe intuire che le regole europee servono per impedire che gli Stati si indebitino eccessivamente. Poi però succede che nel mondo reale  esistano anche quelli che- non credendo alle favole-  provano a controllare personalmente le traiettorie dei diversi debiti pubblici di tutti i Paesi dell’a…

La Quarta Teoria Politica. Il soggetto storico e il nemico ontologico.

I tempi tristi che viviamo evidenziano la presenza di una crisi non “congiunturale” ma “di sistema”, di una crisi cioè che mette in discussione per inerzia le fondamenta del sistema dominante, obbligando conseguentemente i pensatori meno conformisti ad immaginare “vie di fuga” che permettano in prospettiva di aprire i “tempi nuovi”. Uno dei filosofi contemporanei che in maniera sistematica e lucida sta indicando una strada per uscire dall’impasse è certamente Aleksandr Dugin, pensatore di prestigio internazionale che ha elaborato la famosa “Quarta Teoria Politica”. La Quarta Teoria Politica è una mirabile costruzione dottrinaria che, sulla base di una lettura non convenzionale dei principali processi storici passati e recenti, offre gli strumenti ermeneutici indispensabili per cogliere la vera natura totalitaria del liberalismo odierno, uscito indiscusso vincitore dalle guerre culturali novecentesche combattute contro la seconda teoria politica- ovvero il comunismo- e la terza teoria …

IL PRIMO CONGRESSO DEL RISORGIMENTO MERIDIONALE PER L’ITALIA E’ IMMINENTE. PREPARARSI IN VISTA DELLE PROSSIME ELEZIONI REGIONALI CALABRESI

Cari amici, nei prossimi giorni comunicheremo la data del nostro pre-congresso che dovrebbe tenersi non oltre il mese di luglio. Questo primo incontro serve per fare il punto della situazione, indicare strategie per il rafforzamento del nostro Movimento sull’intero territorio nazionale e prepararsi in vista delle nuove sfide politiche e culturali che ci attendono. Tutti quelli che decideranno di tesserarsi entro quella data seguendo le indicazioni contenute nel nostro sito ufficiale (www.risorgimentomeridionale.it) diventeranno fin da subito protagonisti di una iniziativa destinata a lasciare il segno. Come avevamo più volte ripetuto in precedenza, la candidatura di Diego Fusaro a sindaco di Gioia Tauro rappresentava soltanto il punto di partenza di un progetto che parla all’Italia intera e persegue obiettivi diversi ma precisi, alcuni dei quali verranno giocoforza realizzati nel medio e nel lungo periodo. Nel breve, invece, anticipo fin da ora che il Risorgimento Meridionale per l’It…