Passa ai contenuti principali

UNA ANALISI SERENA, RAZIONALE E NON ISTERICA SUL SIGNIFICATO DELLA CANDIDATURA DI DIEGO FUSARO A GIOIA TAURO

Quelli che hanno irriso il risultato di Fusaro a Gioia Tauro o sono in malafede o non hanno capito nulla. Fusaro andrebbe ringraziato perché, a differenza di tanti soloni che pontificano comodamente dai salotti televisivi, il giovane filosofo torinese ha deciso di impegnarsi direttamente per combattere una battaglia ai limiti dell’impossibile. La politica locale è specchio e gestione dei poteri prevalenti. Quelli che amano semplificare evocano solo la presenza ‘ndranghetistica, avvalorando l’immagine di una comunità intera tenuta in ostaggio da una minoranza armata e socialmente isolata. Questa chiave di lettura è falsa. In realtà- oltre alla ‘ndrangheta pura- esiste una vastissima “zona grigia” che costituisce l’acqua dove i pescecani sguazzano e che spesso guida i processi decisionali visibili e legittimi. Il tessuto economico è fortemente influenzato da dinamiche incompatibili con una idea di libero mercato e libera concorrenza; a cascata quindi tale evidenza empirica influenza perciò anche le dinamiche occupazionali e del lavoro e infine il controllo del consenso. Come sia possibile credere che dentro una realtà dove la disoccupazione giovanile supera il 50%, e dove gli interessi materiali sono appannaggio di simili logiche, possano poi sorgere e sbocciare autonomamente classi dirigenti capaci invece di servire un’idea interesse generale e non di tutelare i privilegi e le aspettative dei gruppi dominanti (non necessariamente di natura esclusivamente mafiosa) Dio solo lo sa. Io credo che non esistano all’interno della società gioiese (e calabrese in genere) forze sufficienti per ribaltare lo stato di cose attuale in breve tempo. Per questo ho chiesto a Fusaro di candidarsi, perché solo ponendo al centro del dibattito nazionale una irrisolta questione meridionale- di cui Gioia Tauro è sublimazione e specchio- potremo sperare in prospettiva di ottenere qualche risultato. In queste condizioni i nostri 300 voti rappresentano un autentico miracolo che induce speranza. La nostra più che una competizione politica è stata una testimonianza “pedagogica”, abbiamo cioè voluto dimostrare ai votanti che esiste anche un altro modello di politica, che rispetta il libero convincimento degli elettori, che non chiede voti e che si sforza di alzare il livello del dibattito culturale trattando tutti da cittadini e non da sudditi. Avremmo potuto fare diversamente e cercare di allargare ad altri soggetti? Certo, avremmo potuto. Ma a che prezzo? Sarebbero stati loro a sposare i pilastri della nostra Rivoluzione o avremmo rischiato noi di farci assorbire da un sistema fatto di metodi “tradizionali” e “consuetudinari” che spesso camminano sul filo sottile che separa l’immoralità dall’illegalità? Noi non abbiamo fretta, la nostra Rivoluzione politica si imporrà per inerzia una volta terminata la semina culturale. Quando si opera a certe latitudini si avverte infine l’impressione di come alcuni “mondi”- quelli che formano livelli superiori di “sovragestione di territori particolari e sensibili” (l’esistenza di un livello superiore e compensativo del potere si evince anche dallo studio di alcune recenti inchieste della DDA reggina)- lavorino in maniera più o meno dissimulata per blindare l’esistente. Ma anche quando si finisce con l’essere assaliti da dubbi difficili da metabolizzare bisogna comunque trovare la forza e il coraggio di andare avanti.  Questo è il nostro invito e questo è il nostro messaggio. “Compiere fino in fondo il proprio dovere”, insegnava Falcone, “qualunque sia il sacrificio da sopportare, costi quel che costi, rappresenta l’essenza stessa di tutta la moralità umana”.
Francesco Maria Toscano
1/06/2019
P.s. La nostra battaglia prosegue. Iscriviti al Risorgimento Meridionale per l’Italia seguendo le istruzioni contenute nel nostro sito ufficiale (www.risorgimentomeridionale.it) e diventa protagonista

 http://www.ilmoralista.it/2019/06/01/una-analisi-serena-razionale-e-non-isterica-sul-significato-della-candidatura-di-diego-fusaro-a-gioia-tauro/

Post popolari in questo blog

MARIO DRAGHI E’ IL PRINCIPALE NEMICO DELL’ITALIA E DEGLI ITALIANI

Il dibattito sulla necessità di rispettare le regole europee assume in Italia profili surreali e parossistici. Tanti personaggi da circo che affollano i principali talk show televisivi e scrivono sui nostri “grandi giornali”- più che incompetenti- sembrano di fatto “posseduti” da entità malvagie che  li costringono a portare il cervello all’ammasso e a ripetere all’infinito filastrocche senza senso già smentite dalla realtà fattuale. Tutti gli “italici cottarelli” in pericolosa libera uscita notturna avvertono che fare politiche in deficit significa aumentare lo “stock del debito”. Quindi, usando la logica, l’uomo medio- quello che non ha fatto cioè grandi studi macroeconomici- dovrebbe intuire che le regole europee servono per impedire che gli Stati si indebitino eccessivamente. Poi però succede che nel mondo reale  esistano anche quelli che- non credendo alle favole-  provano a controllare personalmente le traiettorie dei diversi debiti pubblici di tutti i Paesi dell’a…

La Quarta Teoria Politica. Il soggetto storico e il nemico ontologico.

I tempi tristi che viviamo evidenziano la presenza di una crisi non “congiunturale” ma “di sistema”, di una crisi cioè che mette in discussione per inerzia le fondamenta del sistema dominante, obbligando conseguentemente i pensatori meno conformisti ad immaginare “vie di fuga” che permettano in prospettiva di aprire i “tempi nuovi”. Uno dei filosofi contemporanei che in maniera sistematica e lucida sta indicando una strada per uscire dall’impasse è certamente Aleksandr Dugin, pensatore di prestigio internazionale che ha elaborato la famosa “Quarta Teoria Politica”. La Quarta Teoria Politica è una mirabile costruzione dottrinaria che, sulla base di una lettura non convenzionale dei principali processi storici passati e recenti, offre gli strumenti ermeneutici indispensabili per cogliere la vera natura totalitaria del liberalismo odierno, uscito indiscusso vincitore dalle guerre culturali novecentesche combattute contro la seconda teoria politica- ovvero il comunismo- e la terza teoria …

IL PRIMO CONGRESSO DEL RISORGIMENTO MERIDIONALE PER L’ITALIA E’ IMMINENTE. PREPARARSI IN VISTA DELLE PROSSIME ELEZIONI REGIONALI CALABRESI

Cari amici, nei prossimi giorni comunicheremo la data del nostro pre-congresso che dovrebbe tenersi non oltre il mese di luglio. Questo primo incontro serve per fare il punto della situazione, indicare strategie per il rafforzamento del nostro Movimento sull’intero territorio nazionale e prepararsi in vista delle nuove sfide politiche e culturali che ci attendono. Tutti quelli che decideranno di tesserarsi entro quella data seguendo le indicazioni contenute nel nostro sito ufficiale (www.risorgimentomeridionale.it) diventeranno fin da subito protagonisti di una iniziativa destinata a lasciare il segno. Come avevamo più volte ripetuto in precedenza, la candidatura di Diego Fusaro a sindaco di Gioia Tauro rappresentava soltanto il punto di partenza di un progetto che parla all’Italia intera e persegue obiettivi diversi ma precisi, alcuni dei quali verranno giocoforza realizzati nel medio e nel lungo periodo. Nel breve, invece, anticipo fin da ora che il Risorgimento Meridionale per l’It…